Perchè conviene dire che ...
"i corsi non servono a niente"

nascondere la testa sotto la sabbia

La decisione di partecipare ad un corso parte da una considerazione:
"se miglioro le mie competenze e le mie capacità posso ottenere risultati migliori di quelli attuali".

Sembra un’affermazione banale, ovvia, scontata … sembra! Sono tante, troppe, le cose che sembrano ovvie e scontate, ma che non lo sono affatto!
In realtà un’affermazione del genere implica la capacità di vivere bene con sé stessi, di accettare i propri limiti e le proprie debolezze, oltre che la convinzione di potersi migliorare e quindi una sufficiente fiducia in sé stessi per la possibilità di superare quei limiti. È necessaria poi un’altra convinzione: quella di poter intervenire sul mondo e sugli eventi, di poter cambiare le dinamiche della propria vita, per reindirizzare gli accadimenti nella direzione voluta.
Questi tre fattori (i primi due sono interconnessi) sono mattoni portanti della "maturità psicologica" ed espongono a rischi, pratici e psicologici, ai quali le persone meno mature o psicologicamente problematizzate, ben si guardano dall’esporsi. Da qui la tendenza a rifuggire da un’affermazione come quella iniziale.

È interessante analizzare in dettaglio alcuni meccanismi implicati dall’affermazione "se miglioro le mie competenze e le mie capacità posso ottenere risultati migliori di quelli attuali":
- Una prima implicazione è che allo stato attuale non si operi al massimo delle possibilità, di conseguenza che parte degli insuccessi o dei fallimenti siano demandabili ad una propria inadeguata modalità comportamentale/operativa (è come dire che non si è risolto il problema non perchè questo è irrisolvibile, ma perché non si è stati capaci di risolverlo). [ Continua a leggere ]

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Colui che sorride quando le cose vanno male, ha già trovato qualcuno cui dare la colpa. (Arthur Bloch)